M5S chiede chiarezza al Governo regionale sul piano rifiuti

Dopo il botta e risposta tra Regione e Confindustria scende in campo il Movimento 5 Stelle, che nelle ultime settimane ha denunciato il flop degli impianti con tre atti parlamentari. La Rocca: “Troppe ipocrisie nel gestire il sistema”. Trizzino: “Chi gestisce pezzi del sistema dovrebbe essere super partes”. Foti: “Qual è la differenza tra questo governo e quelli che lo hanno preceduto?”.

Sulla gestione rifiuti la Regione faccia subito chiarezza”.

Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle fa sentire la sua voce dopo la querelle Marino-Confindustria e pretende che “la Regione dichiari subito e chiaramente la sua pozione in merito, sgombrando il campo da qualsiasi ipocrisia”.

In Sicilia – dicono i parlamentari 5 Stelle – ci sono una legge ed un piano rifiuti abbastanza recenti. Il governo deve avere il coraggio di rispettarli. Dal canto suo Crocetta deve mantenere fede a quanto detto in campagna elettorale non avvalorando l’idea dell’ampliamento delle discariche o della costruzione di impianti di valorizzazione energetica, che non è altro che un modo elegante per definire gli inceneritori. Il presidente deve soprattutto dimostrare di voler muoversi nella direzione indicata dalle direttive europee, che fissano precise gerarchie nelle distruzione dei rifiuti”.

Per la parlamentare Claudia La Rocca il tema rifiuti è sempre stato trattato con ipocrisia.

La raccolta differenziata – dice La Rocca – non arriva al 10 per cento, e, prima di parlare di distruzione della materia, si dovrebbe cominciare a farla funzionare davvero, sempre che ce ne sia la volontà politica. Altrimenti dovremmo cominciare a chiederci cosa c’è dietro il flop delle isole ecologiche e alle gare per gli impianti di compostaggio che vanno sistematicamente deserte o che vengono rinviate. Noi ce lo chiediamo, tanto che nello spazio di pochi giorni abbiamo presentato ben tre atti parlamentari all’Ars. Speriamo che il governo non li faccia marcire”.

Per esprimere giudizi o suggerire indirizzi – afferma il presidente della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino – si dovrebbe essere super partes. Ci lascia molto perplessi, ad esempio, che arrivino indicazioni da chi detiene pezzi delle gestione dei rifiuti in Sicilia”.

Quale sia il vero progetto di questo nuovo governo e, soprattutto, quali siano le differenze con i precedenti governi se lo chiede il deputato Angela Foti.

La Sicilia – dice – brancola nel buio. Dopo l’ingresso delle SRR i Comuni, nella confusione dettata dalla novità, cominciano a bandire gare senza che sia chiaro quali siano i principi da seguire, a partire dall’esclusione delle ditte che sono anche proprietarie di discariche, alla scelta del porta a porta come unico metodo di raccolta, solo per citare qualche esempio. Si sta procedendo solo ad autorizzare impianti a biomasse e discariche mentre sugli impianti di compostaggio c’è il nulla di fatto, mentre nessuna pianificazione è stata fatta sugli impianti per la frazione secca, che porterebbero migliaia di posti di lavoro. Il M5S è convinto che l’unica strada da seguire sia la strategia rifiuti zero che non è,come per qualcun altro uno slogan elettorale, ma un percorso concreto ed applicabile della normativa vigente”.

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Violenza sulle donne, episodi in aumento – M5S: “Stop alla pubblicità basata sul sesso”

Il gruppo parlamentare all’Ars ha presentato un’interpellanza per sapere se la Regione intende dare seguito alle indicazioni europee che impongono al marketing il divieto di veicolare messaggi di incitamento all’odio.

Stop alla pubblicità sessista. E’ questo, in nuce, il messaggio che arriva al governo da una interpellanza del Movimento 5 Stelle all’Ars, indirizzata al Presidente della Regione e agli assessori per la Famiglia e per l’Istruzione.

L’atto parlamentare, prima firmataria il deputato Angela Foti, arriva in un periodo “nero” per le donne, caratterizzato da una escalation di violenza e “femminicidi”.

Il sessismo – commenta Angela Foti – si costruisce pure con la complicità di un linguaggio basato su stereotipi che contribuiscono inequivocabilmente alla formazione del pensare comune. Si rende necessario colmare le lacune, più volte evidenziate dagli esperti, che hanno dimostrato come la pubblicità e il marketing inevitabilmente creano modelli culturali e non ne sono semplicemente il riflesso. I manifesti, in particolare, per la pervasività stessa del veicolo, rafforzano, con la loro ripetizione, messaggi che contribuiscono, se non regolamentati, alla diffusione di messaggi discriminanti soprattutto nei riguardi della donna”.

L’interpellanza mira a saper se il governo intende mettere al centro della sua azione la prevenzione della discriminazione di genere e se intende tradurre in atti concreti la risoluzione del Parlamento europeo del 2008 che “invita gli stati membri a provvedere con idonei mezzi affinché il marketing e la pubblicità garantiscano il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, non comportino discriminazioni dirette o indirette, né contengano alcun incitamento all’odio basato sul sesso…”.

L’interpellanza – afferma Foti – evidenzia come ancora oggi la Sicilia sia profondamente arretrata sul fronte dell’educazione al rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona. E questo nonostante nella Finanziaria abbia impegnato risorse economiche per la applicazione della legge 3 del 2012 sul contrasto alla violenza di genere e a dispetto di risoluzioni europee e di fior di trattati ratificati”.

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Isole ecologiche, in Sicilia un fallimento. Il 70% è out. Interrogazione M5S

Deludente anche la riuscita dei centri comunali di raccolta. Per cercare di conoscere le intenzioni del governo regionale e lo stato degli impianti nell’isola i parlamentari del Movimento hanno presentato un’ interrogazione. Fatta pure una richiesta di accesso agli atti.

Angela Foti

Un fallimento, o quasi. Il 70% delle isole ecologiche per la raccolta differenziata realizzate in Sicilia non è in funzione. Poco più fortunata la sorte dei centri comunali di raccolta, dei quali “solo” il 35% è fermo.

La mappa che fotografa l’impiantistica della Regione siciliana, realizzata dal Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, è impietosa e racconta di un sistema di trattamento rifiuti in Sicilia scadente.

Delle 259 isole ecologiche esistenti, infatti, ben 183 sono out, mentre solo 63 dei 98 centri comunali di raccolta siciliani sono in attività.

Dati per nulla incoraggianti, che hanno indotto il Movimento Cinque Stelle a capirci di più con una interrogazione rivolta al Presidente della Regione e all’assessore all’Energia, che vede tra le prime firmatarie le deputate Claudia La Rocca e Angela Foti.

Ai rappresentanti del governo regionale i parlamentari chiedono il perché del mancato funzionamento degli impianti e se è in programma la loro attivazione. I Parlamentari chiedono inoltre di sapere quali misure il governo stia portando avanti per prevenire la produzione dei rifiuti ed innalzare il livello di raccolta differenziata, che vede la Sicilia ancora agli ultimi posti in Italia con una percentuale pro capite annua del 9,4 per cento, a fronte della media nazionale del 35,5 per cento.

Dal governo La Rocca, Foti e gli altri 12 parlamentari a sala d’Ercole vogliono sapere anche se sono stati predisposti interventi per affrontare le problematiche legate al riutilizzo dei rifiuti e lo stato d’attuazione del programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti.

Per raccogliere altri dati in merito alla gestione dei rifiuti in Sicilia i parlamentari siciliani del Movimento hanno fatto anche una richiesta di accesso agli atti all’assessorato all’Energia per avere l’elenco completo degli impianti per il recupero e trattamento dei rifiuti pubblici e privati.

“I rifiuti – afferma Claudia La Rocca – sono una risorsa, sono oro, e solo quando lo capiremo la Sicilia farà sul serio un passo avanti. Qui non si parla soltanto di tutela dell’ambiente e della salute, già comunque importanti, si parla di economia reale, di lavoro. L’Europa ci chiede il rispetto di una precisa gerarchia nella gestione dei rifiuti e ricordo che ai primi 3 posti sono previsti la prevenzione, il riutilizzo ed il riciclo”.

“Il 90 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia – aggiunge Angela Foti – oggi finisce in discarica con un danno enorme per l’economia e per  l’ambiente. Un terzo di questi sono definiti frazione organica e andrebbero a compostaggio (il processo biologico/aerobico che porta alla produzione di una miscela di sostanze umidificate, il compost) se non fosse che l’impiantistica in Sicilia è sottodimensionata o inutilizzata”.

“Questa situazione – continua Foti – è inaccettabile, a maggior ragione se si è consapevoli del fatto che a pesare, puzzare e rendere inservibili tutti gli altri materiali è proprio ” l’umido” che finisce nel sacchetto e comporta costosi pretrattamenti. Il rimedio è sbloccare immediatamente i centri di compostaggio il cui iter autorizzativo è fermo in assessorato da mesi. E’ fondamentale, poi,  incentivare e promuovere il compostaggio domestico, possibilmente predisponendo un albo dei compostatori con delibera comunale, specialmente nei piccoli comuni e in tutte le zone rurali. Il fertilizzante naturale ottenuto  sarebbe utilissimo per il crescente ritorno all’agricoltura biologica”.

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Caso Gela, Trizzino: “I controlli degli organi preposti quasi assenti, l’Arpa denuncia carenza di personale”

Il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, in terra nissena per l’audizione sullo sversamento in mare: “L’Eni dichiara di avere proceduto al risanamento. Attendiamo l’esito dei controlli di Arpa, Asp e Capitaneria. Il problema non è questo, ma 23 anni di crisi ambientale“.  Valentina Palmeri: “I fatti incresciosi vanno denunciati e fa bene la Lipu a farlo”. Angela Foti: “Grande partecipazione della gente. E’ la prova del mutamento culturale in atto”.

A  Gela la vigilanza sull’impianto dell’Eni sarebbe ridotta al minimo. “Sono stati lo stesso sindaco e l’Arpa ad ammetterlo nel corso dell’Audizione di oggi”, afferma il presidente della commissione Ambiente dell’Ars, Giampiero Trizzino, oggi in trasferta in terra nissena con la commissione per ascoltare l’azienda, le associazioni ambientaliste e le istituzioni sul caso dello sversamento in mare di greggio  dal petrolchimico.

Gli onorevoli Arancio e Federico – dice Trizzino – mi hanno accusato di creare sfiducia nelle istituzioni, ma come faccio a fidarmi se sono le stesse istituzioni a dichiararsi inaffidabili, ammettendo candidamente la quasi totale assenza di controlli.  Il problema non è lo sversamento di qualche giorno fa, ma quello che è stato fatto negli ultimi 23 anni, da quando, cioè, la zona è stata dichiarata a rischio ambientale dal Ministero prima e dalla Regione poi. Per quanto riguarda, poi,  le operazioni fatte dopo l’ultimo incidente, possiamo solo parlare di messa in sicurezza, primi  interventi  di recupero, ma non di bonifica, che è ben altra cosa”.

Torneremo a Gela  – aggiunge Trizzino – e in quell’occasione vorremo avere conto di cosa è stato fatto con i 40 miliardi di lire e gli 8 milioni di euro stanziati per il piano di risanamento,  per il quale è stato pure costituito un ufficio speciale che ha chiuso i battenti il 31 dicembre scorso”.

Denunciare i fatti, come bene ha fatto la Lipu –   afferma  la deputata 5 Stelle Valentina Palmeri – non è fare allarmismo, la ricerca di verità significa vero amore per il territorio. Vogliamo sapere cosa è successo e  quali sostanze chimiche sono state usate per rimediare al danno. Abbiamo anche chiesto di farci avere i dati sull’incidenza delle malformazioni nella zona”.

L’audizione di oggi ha visto la presenza di tantissimi cittadini.

E’ la prova – dice la deputata 5 Stelle Angela Foti  – del mutamento culturale in atto. La gente ora partecipa, vuole essere informata ed entrare anche nella programmazione degli interventi. Noi faremo di tutto per non lasciarla sola. E’ per questo che torneremo a Gela al più presto”.

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Canoni concessione del demanio marittimo. Mozione M5S all’Ars per revocare il decreto

Presentato all’Ars l’atto che mira ad impegnare il governo alla retromarcia e ad adottare ogni misura affinché le concessioni tengano conto del rispetto dell’ambiente e della proporzionalità tra lo spazio occupato dagli stabilimenti e quello di libera fruizione.
Cancelleri: “Non si può affossare un settore che invece va rilanciato”.

No al decreto che aumenta del seicento per cento i canoni per la concessione del demanio marittimo”.

Per sbarrare la strada all’atto, il Movimento 5 stelle ha presentato una mozione all’Ars.

Il ritiro del decreto – afferma il capogruppo Giancarlo Cancelleri, primo firmatario della mozione – è un atto semplice, ma doveroso. Non si può affossare un settore che ha invece bisogno di aiuto. Nelle prossime settimane avvieremo un tavolo tecnico con gli operatori del settore per rivedere la legge regionale”. “È insensato – afferma il deputato M5S, Angela Foti – fare un provvedimento del genere senza tenere in considerazione le parti in causa. Si faccia una legge organica che tenga conto delle peculiarità devi vari soggetti coinvolti, ai quali lo stesso assessore Lo Bello ha fatto riferimento nel corso del suo intervento in aula di qualche giorno fa. Il decreto, tra l’altro, arriva nel momento sbagliato, quando le imprese sono già boccheggianti per la crisi”.

Il provvedimento governativo, secondo la mozione, rischierebbe di cancellare centinaia di micro e piccole aziende e posti di lavoro, spazzando via un’offerta turistica di qualità che non riguarda solo stabilimenti balneari, ma anche alberghi, ristoranti, campeggi, e tante altre realtà imprenditoriali.

Secondo una tabella riportata nella mozione i canoni applicati in Sicilia sono perfettamente in linea con quelli nazionali.

Nel rispetto dei principi del Movimento, la mozione mira a salvaguardare l’ambiente, impegnando il governo “ad adottare ogni utile iniziativa affinché la disciplina delle concessioni tenga conto dei principi di tutela ambientale e paesaggistica, anche in considerazione del rispetto della proporzionalità tra spazio liberamente fruibile e spazio utilizzato dagli stabilimenti balneari, nonché del rispetto delle norme sulla concorrenza, così come stabilito dalla direttiva Bolkenstein”.

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Sicilia, terra di pace e della non violenza

Ddl del Movimento 5 Stelle all’Ars: istituire in Sicilia il 2 Ottobre, la giornata della pace e non violenza e dei diritti umani

La promozione della cultura della pace e della non violenza mediante iniziative culturali, di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione che tendano a fare della Sicilia una terra di pace.

E’ questo il cuore del disegno di legge presentato all’Ars dal Movimento Cinque Stelle, prima firmataria la parlamentare Valentina Zafarana, che mira a dare anche alla Sicilia, analogamente ad altre Regioni d’Italia, una sua legge in favore di una cultura di pace e dell’educazione alla non violenza, con l’auspicio che possa liberarsi dalla presenza di installazioni militari aggressive, realizzando il suo ruolo di ponte per un Mediterraneo di pace libero da armi di distruzione di massa.

Il ddl sostenuto e fortemente voluto da associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della non violenza, mira a favorire iniziative che dibattano tematiche su conflitti dimenticati, sulla relazione tra pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali, sugli stili di vita, ed altro.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione assume iniziative dirette e favorisce interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.
Il progetto di legge individua nel 2 ottobre di ogni anno (giornata internazionale della non violenza, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) la giornata della pace e non violenza e dei diritti umani nella Sicilia.
E’ importante – afferma il deputato M5S Valentina Zafarana – che anche la Sicilia abbia finalmente una legge che la renda terra di pace, valore che si sostanzia attraverso la promozione dei diritti umani, la smilitarizzazione dei territori, l’attenzione ai conflitti dimenticati, l’attenzione agli ultimi, la sensibilizzazione verso stili di vita caratterizzati dalla sostenibilità sociale ed economica. Le istituzioni hanno il dovere di raccogliere queste riflessioni e indirizzi e sostenere iniziative di informazione e di ricerca, di educazione, volte alla cooperazione nello stile della non violenza che mirino a sensibilizzare le nuove generazioni con esplicito intento pedagogico e di indirizzo”. Per il deputato M5S Angela Foti la pace va intesa come bene comune da tutelare e diffondere, cosa che oggi non può più essere rimandata. “Un tema – afferma – profondamente attuale in una Sicilia assediata da zone militarizzate che sta lottando contro l’ennesimo strumento di guerra, il Muos”.

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Gestione dei rifiuti a 5 Stelle

“Salve a tutti sono Angela Foti, cittadina a 5 Stelle eletta all’ARS. Con la Legge votata il 29 Dicembre un altro importante passo è stato fatto per la realizzazione del programma del MoVimento voluto fortemente dai cittadini sull’argomento “Rifiuti“. Finalmente i comuni possono organizzarsi in forma singola o associata per studiare i piani di raccolta dei rifiuti sulla città e con un iter burocratico alleggerito tornare ad avere la responsabilità e scegliere i metodi per come fare la raccolta dei rifiuti. Questo è molto importante, un passo che ci avvicina alla “Strategia Rifiuti Zero” perchè se siamo noi cittadini a volere, i comuni possono finalmente attuare dei piani di raccolta efficienti ed efficaci. Solo così potremo avere dei piani di recupero delle materie ed emplementare i posti di lavoro, che non si avranno se continuiamo a sversare nelle discariche che oramai sono sature. Il processo di responsabilità dei comuni e dei cittadini va sempre più avanti. Il MoVimento 5 Stelle mantiene le promesse!” Angela Foti

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Lettera aperta delle cittadine a 5 Stelle elette in Sicilia

“Per la prima volta nella storia entreranno all’Ars 15 donne, 6 delle quali del MoVimento 5 Stelle. Insomma il MoVimento che viene a più riprese tacciato da TV e giornali di maschilismo rappresenta il 40% delle donne di tutto il parlamento regionale. Se poi consideriamo i gruppi parlamentari, siamo quello con maggiore rappresentanza femminile. Che ci possiamo fare? Il MoVimento è il futuro. Questa è senza dubbio una risposta importante all’attuale scenario politico che vede purtroppo ridotta al minimo la presenza e la partecipazione delle donne. In più, il risultato dai noi ottenuto è lo specchio delle tante le attiviste che da anni si spendono in prima linea per portare avanti questo coraggioso progetto di Cambiamento. Le donne che vogliono essere protagoniste, nel MoVimento troveranno un luogo dove le barriere sono abbattute. Noi vogliamo andare oltre: in Piemonte il M5S sta promuovendo il Progetto Equal (proposto da Dejanira Piras), che parla anche di una Rete di Donne per le Pari Opportunità. Nella nostra terra, in cui lavora solo il 34,7% delle donne, sicuramente è importante contestualizzare e promuoverne le linee guida per la Sicilia. Noi faremo della nostra terra l’eccellenza della partecipazione delle donne grazie al nostro lavoro al parlamento regionale e a quello esemplare di migliaia di attiviste in tutta l’isola…e sarà un piacere!”
Lettera aperta firmata da Claudia La RoccaValentina PalmeriAngela FotiGianina Ciancio,Vanessa FerreriValentina Zafarana

 

Fonte: beppegrillo.it

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La carica dei 15 grillini (armati di webcam)

NELLA REGIONE SICILIA ECCO CHI SONO I DEPUTATI ELETTI DAL MOVIMENTO

Gli emigranti ritornati Ci sono artisti, ingegneri e una ragazza che voleva aprire un campeggio

Beppe Grillo durante un comizio in Sicilia (Reuters/Massimo Barbanera)
Beppe Grillo durante un comizio in Sicilia (Reuters/Massimo Barbanera)

PALERMO – Altro che «zitelle acide», come ironizza il capopattuglia di Beppe Grillo, il geometra-deputato Giancarlo Cancelleri. Eccole tutte giovani, sorrisi solari, scarpe da ginnastica, giacche sagomate sui jeans, semplici e determinate, le sei stelle siciliane pronte con gli altri nove eletti del Movimento 5 Stelle a varcare la soglia di un santuario del potere come Palazzo dei Normanni.
La rivoluzione scattata con la nuotata del lider maximo ha i riccioli dorati di Claudia La Rocca, il caschetto biondo di Valentina Palmeri, il taglio sbarazzino di Angela Foti, la serenità di Valentina Zafarana, ma anche l’estro di un artista tornato da Londra come Antonio Venturino, autorizzato, assicura, da Dario Fo alla traduzione sicula del «Mistero buffo», e ancora il talento di un ingegnere elettronico come Sergio Troisi, rientrato pure lui da Londra dove collabora all’installazione di treni-navetta negli aeroporti di tutto il mondo anche dalla sua casa di Trapani, «potenza di Internet».

A molti professionisti della politica sembreranno dei marziani piazzati fra i banchi di Sala d’Ercole, ma sono loro, piaccia o non piaccia, la novità di queste elezioni che segnano un prima e un dopo, turbando il sonno della Regione col parlamento più antico del mondo.
E si capisce parlando con Claudia La Rocca che, a 31 anni, arrivata da Bagheria, si danna di aver piantato Samanta e Giampiero, gli amici del cuore, per le pratiche sull’eco-camping: «Tutti e tre senza lavoro, per non partire, per non abbandonare la nostra Sicilia, stavamo per impiantare un campeggio, credendo nel turismo, puntando sul nostro territorio, la città di Guttuso e Buttitta, di Tornatore e Dacia Maraini…». E ora si tormenta perché le resta poco tempo. «Ma non abbandono. Anche perché quello è il mio futuro». E Palazzo dei Normanni? «Mica posso fare politica per tutta la vita. Passeranno cinque anni, ma poi io torno al mio campeggio, se riusciamo a farlo partire». Diploma allo Scientifico, un anno a Lettere, poi il lavoro in una finanziaria, quindi segretaria e sempre precaria «anche 8 ore al giorno per 300 euro al mese», Claudia si considera di passaggio dal «santuario» dei Normanni: «Vorrei solo fare sentire il fiato sul collo degli altri deputati. Noi con lo stipendio ridotto a 2.500 euro e le webcam in mano, terminali di una rete per portare i cittadini dentro il Palazzo mostrando cosa succede. Chissà che non serva a tutti, per evitare intrallazzi».
Auspicio condiviso da Valentina Palmeri, 36 anni, roccaforte ad Alcamo, laurea in Scienze naturali, un ingrosso per pasticcerie in famiglia, leader di uno dei 61 «gruppi» del pianeta Grillo in Sicilia: «Venti attivisti, cento iscritti al ”meetup”, tutti giovani, da 25 a 40 anni, studenti, avvocati, professionisti e due neodisoccupati, due contrattisti del Comune non riconfermati…».

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È lo stesso quadro che pure Venturino l’artista fa di Enna, la città dove, tornato da Londra, insegnando recitazione, s’è ritrovato a 47 anni davanti a diciotto giovani impegnati già prima dell’estate a cliccare con Grillo e preparare le amministrative del prossimo anno: «Mi sono offerto per aiutarli. ”Se c’è bisogno di me…”». A un tratto tutto precipita, Lombardo si dimette da governatore, scatta l’allarme elezioni e il «maestro» viene colto di sorpresa: «Mi chiesero loro di provare a candidarmi. Dovettero insistere. Per me era solo una testimonianza. E ho cominciato a credere che davvero ero stato eletto solo lunedì pomeriggio, con un sms di un’amica ai seggi che diceva “Bum, bum, bum”». Si danna pure lui, al telefono con i ragazzi di un liceo di Caltanissetta: «Forse quest’anno salta il corso su Agamennone e Aristofane…».

Chissà, forse dovrà mollare il suo lavoro anche Matteo Mangiacavallo, 40 anni e due bimbi piccoli, attivista a Sciacca del Forum per il «movimento acqua bene comune». Un cervellone di cui dovrà fare a meno la ditta che si occupa di assistenza informatica presso gli uffici giudiziari nel Sud Italia. Con lui da dieci anni impegnato sui pc dei tribunali di Caltanissetta, Sciacca, Marsala e Agrigento: «Dati sensibili e segreti. Lavoriamo sotto giuramento».

E che dire di Troisi, l’ingegnere dei treni-navetta della «Bombardier» di Pittsburgh che lavora per Heathrow e tanti altri aeroporti da Trapani, come prima da Londra si occupava dei grillini siciliani: «Notti insonni. Magia di Internet». Una vita lavorativa cominciata alla StMicroelectronics di Catania, poi a Roma, all’Alitalia: «Mollai prima che fallisse. Capii che non c’erano speranze. E volai a Londra per dieci anni. Tornato poi per questa avventura». Ma con un curriculum che, come altri della pattuglia, stona con quelli del Palazzo. Non uno stage come portaborse.

Felice Cavallaro, 31 ottobre 2012

Fonte: corriere.it (articolo e foto)

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M5S prima forza politica a Menfi

Siamo la prima forza politica a Menfi! Con 1096 voti al nostro candidato presidente Cancelleri, il Movimento 5 Stelle si pone davanti a tutti, nonostante la presenza di ben 5 candidati locali. In termini di voti di lista, 758 voti, ci attestiamo al secondo posto, subito dopo l’MPA, trascinata dal buon risultato di Saverio Ardizzone, il più votato fra i candidati menfitani all’ARS.

Una vittoria per i cittadini menfitani a 5 stelle, e una vittora per Matteo Mangiacavallo, neoeletto deputato regionale, con 2997 voti di prederenza nel collegio di Agrigento, di cui 231 presi a Menfi.
Un ragazzo per bene, una persona semplice e competente. Un cittadino volenteroso e capace, che insieme a quel gruppo di pazzi scatenati rappresentati dai ragazzi del meetup Sciacca 5 Stelle, è riuscito nell’impresa di farsi strada fra i volponi della politica per entrare all’ARS. Anche Menfi ha dato il suo piccolo, grande, contributo, sia in termini di vicinanza, di stima, e di entusiasmo, sia in termini di preferenze. Questa grande vittoria di Matteo e di tutti i cittadini del Movimento 5 Stelle è frutto di un impegno e di un entusiasmo senza precedenti. Di un’organizzazione perfetta, di un amore estremo per la propria terra e di un attaccamento morboso alla propria gente. Ma soprattutto, è frutto di una collaborazione Sciacca-Menfi che forse non si era mai vista. Il meetup di Menfi è orgoglioso di aver contribuito alla causa del Movimento 5 Stelle, ed è felice di essere rappresentato da una persona straordinaria come Matteo Mangiacavallo.

Questa volta il presidente napolitano (volutamente minuscolo) il boom lo deve per forza sentire. Il M5S è stato il primo partito in Sicilia, con quasi il 14,87% dei voti di lista. Giancarlo Cancelleri è stato il terzo candidato a presidente più votato, con il 18,17% dei consensi. Abbiamo conquistato 15 seggi all’ARS, così ripartiti:
– AG: Matteo Mangiacavallo;
– CL: Giancarlo Cancelleri;
– CT: Angela FotiGianina CiancioFrancesco Cappello;
– EN: Antonio Venturino;
– ME: Valentina Zafarana;
– PA: Claudia La RoccaSalvatore SiragusaGiorgio CiaccioGiampiero Trizzino;
– RG: Vanessa Ferreri;
– SR: Stefano Zito;
– TP: Valentina PalmeriSergio Troisi.

Ragazzi e ragazze (ben 6!) straordinari, che rivoluzioneranno il modo di fare politica in regione. Cittadini normali, umili, giovani e competenti, che insieme a tutti i cittadini attivi del Movimento 5 Stelle hanno fatto una campagna elettorale su scala regionale con 30mila euro, senza avere un euro di finanziamento pubblico.
La legge elettorale regionale purtroppo assegna una maggioranza esigua al neoeletto Crocetta, e ciò predispone al rischio di inciuci politici che sono la causa della regressione economico-politica a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni in Sicilia. Ma stavolta ci saranno i nostri portavoce consiglieri a fare la guardia.

Fonte: menfi5stelle.it

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