Il MoVimento 5 Stelle per la Sicilia

“La ricetta per risollevare la nostra terra è una ricetta d’attacco scritta con la lingua dei cittadini. I tagli ai costi della politica permetteranno di trovare i soldi per un fondo per il microcredito a tasso agevolato e fare ripartire i giovani e i meno giovani che hanno idee imprenditoriali. Facciamoli rimanere in Sicilia! Facciamo loro realizzare queste idee nel nostro territorio! I tagli ai costi della politica significano riduzione di stipendio ai parlamentari regionali, abolizione dei vitalizi, abolizione delle diarie, abolizione degli assegni di fine mandato, abolizione dell’assistenza sanitaria per la famiglia del deputato regionale e dell’assistenza funeraria: conviene morire da deputato in Sicilia perché c’è la Regione che ti paga, tramite le tasse, il funerale per te e per tutta la tua famiglia. Dobbiamo recuperare tutti questi soldi (sono veramente tanti!) e metterli a disposizione di chi vuole far partire buone idee imprenditoriali.
Bisogna ammodernare la rete idrica. Un dato sconcertante: il 75% dell’acqua che scorre nelle tubazioni in Sicilia si perde. C’è da lavorare per tutte le aziende che fanno ripristini di tubazioni, edilizia e quant’altro per i prossimi 10 anni.
Sul lato dei rifiuti, le nostre città sono degli immondezzai perché non c’è mai stata una gestione e non c’è mai stata la voglia di trovare soluzioni. Quello che stiamo proponendo è molto semplice: chiusura delle discariche, la parola fine sugli inceneritori e quindi rifiuti zero per quanto riguarda la parte normativa. Regole che vietano l’introduzione del nostro mercato regionale di imballaggi che di per sé non sono riciclabili, raccolta porta a porta e apertura di centri di riuso. Recuperare non solo materiali, ma anche le vecchie mani artigiane che sanno riutilizzare materiali. Un centro di riuso dà vita nuova anche alle persone.
Il MoVimento 5 Stelle è l’unica alternativa credibile ai partiti. Noi vogliamo governare la Sicilia come anche l’Italia. Vogliamo entrare all’interno delle istituzioni cercando di capire dove sono gli sprechi e facendo sacrifici noi per primi. Questa politica invece non riesce a rinunciare a nulla e costringe i cittadini, che sono come i figli di una famiglia, a rinunciare a tutto. Questo non è il modo di governare. Io vedo che i genitori rinunciano a qualcosa e poi se non basta chiedono anche ai figli farlo. Questo è quello che a me piace perché non ho mai visto una famiglia fallire, ma ho sempre visto fallire le istituzioni gestite dai politici. Quando vi diranno che il MoVimento 5 Stelle non ha l’esperienza politica per governare perché non sono politici, perché sono cittadini, badate che ci hanno fatto il più grande complimento che ci potevano fare. Perché è veramente così. Hanno proprio ragione!”

Giancarlo Cancelleri, M5S, candidato Presidente alla Regione Sicilia

[warning]Tutta la campagna elettorale del M5S Sicilia si basa sulle donazioni dei cittadini, e le spese da sostenere sono altissime. Per contribuire con una libera offerta clicca qui.[/warning]

Fonte: beppegrillo.it

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MoVimento 5 Stelle Sicilia – Cittadini – Pubblica Amministrazione

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

1 – Abolizione delle Province Regionali

Si intende nello specifico l’abolizione della giunta provinciale e del consiglio provinciale, istituendo dei libero consorzi tra comuni.

2 – Riduzione delle indennità per i parlamentari regionali.

  • Indennità parlamentare da 5.101,68 euro a 2.500 euro netti al mese.
  • Abolire diaria 3.500 euro al mese
  • Abolire rimborso delle spese per l’esercizio del mandato parlamentare 4.180 euro al mese.
  • Spese di trasporto (ferroviario, aereo e marittimo) 10.095,84 euro all’anno, da cambiare con rimborso puntuale su presentazione di stato di servizio e ricevute di viaggio.
  • Spese di viaggio (macchina) residenti a Palermo 6.646 anno, da cambiare con rimborso come da minimo Tabella ACI per macchina di media cilindrata.
  • Spese di viaggio (macchina) residenti entro 100 Km da Palermo 13.293 anno, da cambiare con rimborso come da minimo Tabella ACI per macchina di media cilindrata.
  • Spese di viaggio (macchina) residenti oltre 100 Km da Palermo 15.979 anno, da cambiare con rimborso come da minimo Tabella ACI per di media cilindrata.
  • Abolizione spese telefoniche 4.150 euro annui. Eventuale sostituzione con contratti tipo “aziendali”
  • Abolizione assegno di solidarietà al termine del mandato parlamentare pari all’80% dell’importo lordo di una mensilità dell’indennità moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
  • Abolizione dell’assegno vitalizio dei deputati.
  • Abolire indennità di funzione.

3 – Pubblicazione online delle proposte di legge in modo tale da raccogliere i pareri dei cittadini ed informarli.

4 – Legare gli stipendi dei dipendenti regionali agli obiettivi
Determinare gli stipendi dei dipendenti regionali legandoli agli obiettivi prefissati e raggiunti.

5 – L’attività parlamentare di ogni deputato deve essere resa nota tramite pubblicazione su web, distinguendo l’attività propositiva proposte di legge come primo firmatario o come firmatario successivo e l’attività ispettiva, con breve descrizione delle richieste e delle risposte ottenute.

6 – Introduzione del principio di responsabilità civile degli amministratori e dei funzionari pubblici in caso di contenziosi legali dovuti a cattiva gestione della cosa pubblica. Se il comune, la provincia o la regione, perde un contenzioso legale scaturito da un’inefficienza nella gestione amministrativa, devono pagare i diretti responsabili, e non tutti i cittadini.

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La dignità del vivere quotidiano

La pesata - Gianbecchina
La pesata – Gianbecchina

Il M5S siciliano ha già dato il via a una campagna elettorale che, da qui a fine Ottobre, lo vedrà impegnato a fronteggiare, con le poche risorse delle quali dispone, i giganti della vecchia politica siciliana. Gruppi sparsi per tutta la Sicilia stanno incontrando la gente nelle piazze, nelle fiere e in ogni luogo che possa diventare un centro di ascolto delle loro opinioni e delle loro proposte per il cambiamento.

Nel pieno rispetto di uno dei principi cardini del M5S stiamo chiedendo, di fatto, di partecipare alla stesura di quel programma che sarà il nostro faro durante la campagna elettorale e quando siederemo a Palazzo dei Normanni.

Il nostro gruppo di Sciacca è impegnato in queste iniziative in un territorio molto particolare, quella provincia di Agrigento maglia nera nell’indice del benessere, che quest’anno ha passato il testimone di ultima classificata alla sola Siracusa (‘Il sole 24 ore’); ma c’è poco da gioire di questo ‘passo avanti’.

È proprio in occasione di uno di questi banchetti informativi che ho vissuto un’esperienza di cui voglio rendervi partecipi. Ieri sera eravamo a Lucca Sicula, centro agricolo nell’entroterra agrigentino, in occasione di una delle ultime feste estive che si svolgono nel nostro hinterland. Armati di tanta buona volontà e motivati da quello in cui crediamo, lasciamo le comode poltrone delle nostre case o i rilassanti aperitivi della nostra città, diretti in un paesino di poco più di 2000 abitanti, difficile da raggiungere per il pessimo sistema viario.

Quando arriviamo è festa anche per noi; piazziamo il banchetto e ci immergiamo subito in quell’atmosfera di festa di paese in cui nessuno ti nega un sorriso. Siamo un bel gruppo e sebbene bandiere, spillette e magliettine ci identifichino subito come gli ‘stranieri’, i Lucchesi, da buoni siciliani, non ci fanno certo mancare la loro ospitalità.

Cominciamo ad approcciare la gente, qualcuno dobbiamo accompagnarlo nella passeggiata per scambiare quattro chiacchiere (‘vado di fretta’), altri si fermano incuriositi. I giovani e i meno giovani sono accumunati da un elemento: la disillusione, quando non l’apatia, per la politica e per i partiti in genere. Pochi credono che le cose possano cambiare e le richieste riguardano spesso il sostegno al lavoro (agricolo in questo contesto territoriale) e la lotta ai privilegi della casta. Con questi temi ci confrontiamo ormai da quando abbiamo deciso di avviare la nostra campagna informativa, e ci rendiamo conto che esistono esigenze realmente condivise dalla gente.

Ogni tanto ci scappa qualche risata, come in quella discussione con due anziani, molto rigidi nelle loro posizioni, cui ho tirato fuori la storia che ormai avevamo convinto anche il sindaco del paese (ovviamente era tutto un bluff).

Altre volte ti arrivano schiaffi in faccia, non fisici da farti arrossire il viso (magari, prima o poi, anche quelli), ma di quelli che ti fanno stringere il cuore.

Incontriamo un ragazzo, sarà qualche anno più giovane di me, moglie e due figli piccoli al seguito (il più grande avrà 3 anni). La moglie, si scusa, ma ci lascia subito per far giocare i bimbi nelle giostre, lui rimane a chiacchierare con noi con quella gentilezza e garbo che non trovi più nelle città.

È diplomato in ragioneria ma per vivere fa il bracciante agricolo. Non ha bisogno di dirci quanto sia duro il suo lavoro, i segni glieli leggi addosso. Ci racconta della sveglia all’alba, del lavoro per i campi in questo o quel posto (‘dove c’è bisogno’), delle difficoltà a ‘campare’ la famiglia anche nelle piccole cose, del desiderio che almeno i suoi figli possano avere un futuro migliore, di quando aveva 18 anni e aveva creduto al politico di turno che con le solite promesse lo aveva preso in giro. Ascolto ma non riesco a parlare, dinanzi al peso di quelle parole tutto il resto sembra sbiadirsi. Domani sentirò qualcuno raccontarmi simili cose, ma quel genuino racconto della difficoltà del vivere, del desiderio di giustizia sociale, mi fa sentire in colpa, anche per il solo fatto di non dovermi spezzare la schiena ogni giorno per ‘campare’.

Siamo tornati a casa e questa mattina ho deciso di raccontare quanto vissuto. L’ho fatto perché credo che questa sia la gente e le necessità con cui dovremo confrontarci, per tentare di restituire loro la dignità del vivere quotidiano!

Cristiano Bilello – MoVimento 5 Stelle Sciacca

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L’antipolitico

Il signor Q (è un nome di fantasia) ha perso il posto di lavoro, il figlio è da sempre disoccupato, gli è stata recapitata una cartella di Equitalia di 10.000 euro su cui sta indagando un commercialista che gli fa credito, la moglie ha bisogno di costosi medicinali a pagamento, non riesce a onorare le scadenze del mutuo e dovrà lasciare il suo appartamento, le bollette dell’acqua, del gas, della spazzatura, dell’energia elettrica sono mazzate che non prova neppure più a schivare. Gli arrivano ogni mese in piena faccia e le paga quando può insieme alla mora. La figlia ha rischiato uno stupro e in casa hanno già subito un furto. La porta blindata la sta pagando a rate. Nel fine settimana è sempre in fuga dall’inquinamento. L’aumento della benzina gli consente però solo un’autonomia di 50 km (andata e ritorno) per uscire dalla città, deve tornare indietro quando la spia della benzina diventa rosso incandescente. Il nonno si è spento da poco insieme alla sua pensione che contribuiva alla spesa settimanale alla Lidl, lasciando così la famiglia nella disperazione.
Il signor Q è un antipolitico viscerale, da sempre. “La politica è sporca (per questo lui se ne lava le mani)“. “La politica la fanno i politici“. “Io ho altro da fare che occuparmi di politica“. “C’è chi lavora e chi fa politica e io lavoro“. Il signor Q (quanti milioni di signor Q dormono da sempre sonni beati in Italia?) detesta la politica. Ma se lui non si occupa di politica, è la politica che si occupa di lui. Lo spolpa vivo. Gli toglie i diritti civili, la libertà di informazione, il diritto alla salute, la casa, il lavoro, la sicurezza, un futuro per i suoi figli. L’antipolitica del signor Q ha le sue radici profonde nel distacco tra cittadino e Stato, tra un mondo ideale, e inesistente, dove si coltivano i propri interessi privati, e il mondo “là fuori” che non busserà mai alla tua porta. Ognuno vale uno, ma chi non partecipa vale zero.

fonte: beppegrillo.it

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