Stasera, 19 ottobre 2012, Beppe Grillo a Sciacca in Piazza Scandaliato, alle 21:00.

Questa sera, 19 ottobre 2012, a Sciacca farà tappa il tour elettorale siciliano di Beppe Grillo per il MoVimento 5 Stelle.

In Piazza Angelo Scandaliato alle ore 21:00 Grillo presenterà il programma del MoVimento 5 Stelle Sicilia, il portavoce candidato alla Presidenza della Regione Sicilia Giancarlo Cancelleri e il gruppo di candidati all’ARS per il collegio di Agrigento: Emanuele Dalli Cardillo, Giovanni Di Caro, Claudia La Rocca, Giuseppe Zagarrio, e i saccensi Emma Giannì e Matteo Mangiacavallo.

Per l’occasione sarà disponibile il servizio d’interprete LIS per non udenti a cura della dott.ssa Valentina Craparo.

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Il MoVimento 5 Stelle di Sciacca etichetta le affissioni abusive

Come ben sapete, il MoVimento 5 Stelle si autofinanzia e non può competere economicamente con chi paga gli attacchini che in maniera sistematica, notte tempo, coprono gli spazi elettorali assegnati al MoVimento con manifesti di candidati appartenenti ad altri schieramenti politici.

Per combattere questa pratica abusiva e illegale i ragazzi del M5S di Sciacca stanno “etichettando” come meritano le affissioni in questione. Qui sotto potete osservare degli esempi.

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Grillo fa campagna elettorale in treno: “Vi danno il posto ma non vi pagano”

Il leader del Movimento 5 Stelle da Scordia a Vizzini su un convoglio che viaggia in ritardo. Poi il comizio-provocazione: “Non siete indignati, ma invidiosi dei politici: vorreste essere al loro posto”
Beppe Grillo e Giancarlo Cancelleri

Il treno “Grillo” contro quelli “Lumaca”, ma la sfida è già stata vinta dal comico genovese che è arrivato puntale alla stazione di Scordia, mentre è giunto in ritardo il convoglio che lo ha poi portato a Vizzini, assieme al portavoce candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione siciliana, Giancarlo Cancelleri.

Usa un gioco di parole il comico e leader del M5S per il suo viaggio elettorale denominato “Il comizio Train-ante” su un convoglio di Trenitalia sulla tratta Catania-Gela. Arrivato alla stazione con una valigia, “posta” subito una foto e un messaggio su Twitter: “Io sono pronto, ma il treno è in ritardo!”.

Durante il viaggio si canta anche, in siciliano, un classico come “Vitti ‘na crozza”. Nella fermata di Militello Val di Catania, paese natio di Pippo Baudo, lo accolgono alcuni sostenitori e lui si affaccia dal finestrino e spiega che “per cambiare devi essere fuori dal sistema” che “adesso, come i partiti, sta crollando”.
Un lungo e caloroso applauso saluta l’arrivo di Grillo e del candidato governatore del M5S a Vizzini, paese di Giovanni Verga. E lui ironico: “Lasciate che i cittadini vengano a me, c’è poca gente. No, stanno arrivando, è che con questi treni…”.

Poi, durante il comizio, la provocazione: “Non siete indignati, ma invidiosi – dice Grillo riferendosi ai politici siciliani – perché vorreste essere al loro posto. Adesso però vendere il voto non serve, perché magari il posto te lo danno, ma poi non ti pagano lo stipendio perché non ci sono più soldi. Adesso non avete alcunché da perdere e tutto da guadagnare”.

“Noi non spendiamo milioni in consulenze – dice Grillo – ma chiediamo consiglio ai cittadini gratuitamente: su mille proposte magari la metà saranno caz… ma 500 sono buone e servono per cambiare”.

fonte: palermo.repubblica.it

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Ciuf ciuf

“Il treno “Grillo” contro i treni “Lumaca“. Oggi il tour elettorale siciliano sale in treno. Il comizio-viaggio, al quale sono invitati i cittadini, gli attivisti e gli organi di stampa, si terrà proprio sul convoglio che partirà dalla stazione ferroviaria di Scordia, piccolo comune catanese alle ore 14.12, per approdare alla stazione di Vizzini. Con tale iniziativa Cancelleri e Grillo vogliono sottolineare l’ennesimo anacronismo siciliano di una rete ferroviaria vetusta sgangherata, palese risultato di una scarsa attenzione degli organi politici che sino ad oggi hanno governato la Sicilia, ed ovviamente richiamando l’attenzione di Trenitalia che gestisce la rete.” Connessione permettendo, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming.

Con l’arma più potente che avete, la matita che vi danno al seggio elettorale, fate una X sull’unico simbolo con le Stelle. Questa sarà la Storia!

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Campagna “Seed of Freedom” – A stizzania percia a timpa (la goccia cava la roccia)

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A stizzania percia a timpa (la goccia cava la roccia)

Video di sensibilizzazione alla campagna “Seed of Freedom” ideata dall’ecologista e attivista, scienziata e filosofa, Vandana Shiva, una delle più autorevoli voci mondiali in difesa della natura e della sua biodiversità. La campagna riguarda la situazione di monopolio in cui versa il mercato mondiale delle sementi. Il documentario nasce da un’idea di Ivan Segreto e Matteo Accardi in collaborazione con: la S.O.A.T. di Sciacca , il Meetup Sciacca a 5 Stelle.

Il video è dedicato a tutti i contadini, anima della nostra storia!

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Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Economia

ECONOMIA

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

Occorre mirare ad una politica di piena occupazione. In economia non è impossibile raggiungere alti livelli di occupazione, considerando che è certamente una delle finalità di ogni comu-nità nel rispetto dell’essere umano. Politica di piena occupazione non vuole dire occupare tutti nel settore pubblico bensì che la Regione incentivi l’occupazione nelle sue varie forme.

1- Riduzione dei costi della macchina amministrativa: le risorse sprecate dall’inefficiente macchina regionale devono essere usate per rilanciare l’economia siciliana.

2- Adeguamento dell’organico: l’organico deve essere rapportato alle reali necessità. È indispensabile instaurare un sistema premiante a tutti i livelli basato sul merito, secondo il quale diri-genti e funzionari di maggiore livello che si dimostrano incapaci di realizzare i programmi poli-tici siano rimossi per essere sostituiti da soggetti capaci.

3- Finalità del lavoro pubblico: il lavoro pubblico deve essere finalizzato alla risoluzione dei problemi collettivi ed essere retto dai principi di efficacia ed efficienza.

4- Partecipazione: tutte le decisioni devono essere prese seguendo criteri di partecipazione diretta della cittadinanza interessata, a partire dalla pianificazione strategica pluriennale relativa ai piani di lungo termine per un periodo che va oltre la durata del governo regionale, fino alla programmazione strategica che invece riguarda le modalità di attuazione di tali piani da parte del governo regionale.

5- Riforma delle società controllate e partecipate dalla Regione: è fondamentale il principio di responsabilità, a livello politico e manageriale, dei risultati delle aziende pubbliche che erogano servizi pubblici, in termini di efficacia, efficienza, qualità dei servizi determinati tramite indici riconosciuti a livello internazionale, processi di feedback attivo, chiarezza e correttezza dei bilanci. Non si devono più effettuare assunzioni politiche bensì solo per necessità di organico in relazione ai servizi dei quali i cittadini hanno bisogno.

6- Semplificazione burocratica: nel rispetto del bene collettivo, la pubblica amministrazione deve facilitare, non ostacolare o penalizzare, l’attività privata.

7- Utilizzo efficiente dei fondi nazionali e comunitari: costituire una task-force attraverso il reclutamento dei funzionari maggiormente preparati e formati nel campo dei finanziamenti comunitari, che renda conto direttamente all’Assemblea Regionale e non alla Giunta. La task-force, integrata da incaricati delle rappresentanze tecniche di categoria nonché dalle associazioni rappresentative degli interessi diffusi (con funzioni propositive e senza potere di veto), pubblicherà periodicamente il risultato della propria attività in rete in un’area del sito istituzio-nale della Regione. Dettagliando sui rapporti con i singoli assessorati e indicando i nomi dei funzionari responsabili. La task-force sarà l’interlocutrice unica degli imprenditori interessati ai progetti da sottoporre a finanziamento comunitario.

8- Sviluppo economico locale: tramite la realizzazione dei punti precedenti e tramite la concessione di prestiti di microcredito a tasso agevolato per lo sviluppo dell’imprenditoria privata.

9- Incentivare l’economia reale per aumentare l’occupazione nel settore dell’artigianato: settore da rilanciare per mantenere e creare posti di lavoro con produzione rivolta sia per il mercato interno siciliano che per quello nazionale ed estero grazie allo sviluppo dell’e-commerce secondo i sistemi e le metodologie più moderne e la creazione di una rete di artigiani grazie ad un apposito ente di sviluppo dell’artigianato.

10- Supporto alle piccole e medie imprese: incentivi per le imprese locali che assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato e per attirare PMI estere (che devono investire una buona parte degli utili nel territorio) anche grazie alle ZFU (zone franche urbane) esistenti in Sicilia. Ridurre il carico fiscale rideterminandolo anche in funzione dei livelli di occupazione. Facilitare l’accesso al credito.

11- Riconvertire la domanda e l’offerta in modo da creare lavoro: la domanda interna deve essere soprattutto soddisfatta dalla produzione interna. Quella non soddisfatta dalla produzione interna deve essere coperta con beni italiani e, se esteri, con beni appartenenti per quanto possibile ai prodotti del mercato equo e solidale, con qualità controllata da enti non-profit, non-governativi internazionali a partecipazione italiana.

12- Attrarre gli investimenti esteri che portano ricchezza reale: le aziende estere che investono in modo reale e duraturo una quota significativa degli utili sul territorio devono godere di mecca-nismi di incentivo quali riduzioni del carico fiscale.

 

13- Realizzare alternative alla grande distribuzione organizzata: creare una filiera siciliana della qualità (anche attraverso l’impiego di un marchio di qualità siciliano che sia riconosciuto in tut-to il mondo) che consideri la produzione e la distribuzione basati sul biologico controllato e sull’acquisto razionale.

14- Sviluppare gli strumenti della cooperazione locale in tutte le fasi: produzione, acquisto, gestione dei rifiuti. L’associazionismo, il cooperativismo, il confederalismo e il federalismo, non sono strumenti per creare profitto privato bensì per creare svliluppo locale. Esempi positivi da sviluppare sono i mercati del contadino (o mercati del produttore), i GAS (gruppi di acquisto solidale), i GAC (gruppi di acquisto collettivo) e in generale qualunque forma di acquisto di gruppo che permetta di ridurre la distanza fra produttore e consumatore; allo stesso modo è necessario sviluppare cultura e strumenti cooperativi fra i produttori.

15- Usare indicatori alternativi al PIL: esempi sono l’HPI (happy planet index), il PIL Verde e il FIL, (felicità interna lorda). Il PIL, giusto per fare un esempio, prevede un aumento di ricchezza an-che con la produzione e vendita di armi, la produzione e vendita di medicine, rimanere bloccati nel traffico (si consuma più benzina) altri indicatori no. Questo passaggio è tra l’altro in linea con quanto sta facendo l’ISTAT col progetto BES (benessere equo sostenibile).

16- Favorire il rientro dei cervelli: i cervelli esportati rappresentano una delle voci più apprezzate del made in Sicily: come invertire il trend? La Regione Siciliana potrebbe vendere la partecipazione che detiene in Unicredit e destinare queste risorse ad attività di ricerca pura ed applicata con sede in Sicilia. Il capitale verrebbe affidato ad un trust che avrebbe il compito di individuare un comitato scientifico di livello internazionale che indichi alcuni settori in cui indirizzare attività di ricerca, approntare le strutture e mettere a contratto a tempo determinato ricercatori siciliani/italiani selezionati solo in base a criteri meritocratici, i quali avrebbero un medio periodo per pubblicare articoli scientifici di livello oppure per proporre brevetti.

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Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Trasporti

TRASPORTI

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

La Sicilia, nonostante il diverso sentire comune, ha un’ottima rete di trasporti, costituita da ben tre aeroporti internazionali, una rete autostradale estremamente estesa in relazione alla popolazione, un diffuso trasporto su gomma ed una capillare rete ferroviaria che però ha un utilizzo limitato agli assi principali. Il problema di tale sistema è che non è un sistema: non si è mai provveduto, se non in minima parte, a creare una interconnessione tra le varie possibilità di trasporto per ridurre duplicazioni di tratte ed orari.

1- Predisposizione di un piano regionale dei trasporti che avvii innanzitutto un coordinamento tra sistemi di trasporto, integrando orari e luoghi di interscambio, al fine di ottimizzare la semplicità di spostamento di siciliani e turisti all’interno dell’isola. Questo piano strategico dei trasporti però dovrà accogliere le esigenze di chi più di frequente è costretto a spostarsi, paraliz-zando spesso i principali assi viari regionali. La finalità ultima sarà quella di ridurre la necessità di utilizzo dell’automobile,

2- Creazione di un grande portale web regionale trasporti dal quale chiunque potrà scoprire i mezzi disponibili per andare da un punto all’altro di una città o da una città all’altra della Sicilia, onerando gli operatori di servizi pubblici e privati di trasporti comunali, provinciali e regionali (prevedendo sanzioni economiche in caso di mancato ottemperamento) di comunicare tratte, percorsi ed orari, nonchè variazioni successive delle stesse.

3- Istituzione di nuove autolinee e collegamenti: considerato il blocco delle istituzioni di nuovi collegamenti (fermi al 1997), e che da allora sono nate nuove esigenze legate alla pubblica utilità, sia in termini di spostamenti legati alla pendolarità giornaliera (professionale, studentesca e/o di accesso a strutture sanitarie ecc), e sia in termini turistici; avviare una immediata riapertura dei termini di presentazione delle istanze tendenti alla istituzione di nuove autolinee e collegamenti da assegnarsi senza copertura di costi pubblici e con il criterio della tariffa piu’ conveniente al cittadino.

4- Istituzione di una commissione con lo scopo di avviare delle iniziative legali, azioni di responsabilità , nei confronti di tutti gli amministratori e dirigenti delle società pubbliche, in carica negli ultimi 10 anni, al fine di addebitare le eventuali responsabilità riconducibili a mala gestio, e causa delle perdite di bilancio e patrimonialita’.

5- Azzeramento di tutti i Consigli di amministrazione riconducibili a societa’ di proprieta’ regionale, con momentanea nomina di Amministratori unici da reclutarsi con evidenza meritocratica, e con il supporto delle organizzazioni sindacali aziendali, anche tra le professionalita’ presenti negli organici aziendali.

6- Avvio di tutte le iniziative burocratico/legislative atte ad avviare le procedure di gara, ad evidenza europea, al fine di concedere a societa’ e/o consorzi fra esse , la gestione con l’istituto dell’AFFITTO DI AZIENDA, delle imprese di proprieta’ regionale , garantendo alle stesse analoghi corrispettivi standard assicurati all’impresa privata.

7- Le iniziative dei punti 5) e 6), imprescindibili per le imprese di proprieta’ regionale, servano da indirizzo per le imprese pubbliche di proprieta’ comunale.

8- L’applicazione di tutte le clausole contenute nei contratti di servizio che oggi regolano il rapporto tra Regione e aziende di trasporto in termini di: 1) qualità del servizio; 2) Carta dei diritti del passeggero; 3) forma e modalità di reclamo eccetera.

9- Sostituzione graduale degli autobus in servizio nelle città metropolitane, cambiando il tipo di alimentazione dal tradizionale diesel a quello elettrico, prevedendo nel contempo nei principali siti di sosta punti di accesso/ricarica, alimentati da fonti rinnovabili, da usufruirsi anche per la mobilità privata (noleggio autovetture elettriche e bicicletta a pedalata assistita).

10- Revisione del contratto di servizio stipulato con Trenitalia in materia di trasporto pubblico locale, dando voce ai numerosi comitati pendolari spontanei nati per contestare il comportamento monopolista, causa di disservizi, ritardi e soppressioni.

11- Studio sulla situazione dell’aeroporto di Comiso ed eventuale apertura, incentivando in loco l’operatività’ delle compagnie aeree low-cost, per quanto attiene il trasporto passeggeri, ricercando e preferendo le compagnie che possano offrire il trasporto merci deteriorabili (vani a temperatura controllata), in modo da offrire un volano di sviluppo a tutte le imprese agricole presenti nel territorio ragusano e/o limitrofo, che avrebbero la possibilità di avvicinare i propri prodotti a tutti i mercati nazionali ed europei.

12- Revisione i contratti di servizio stipulati con le compagnie aeree e di navigazione per la copertura delle tratte di collegamento con le isole minori, evitando sperperi di risorse, e garan-tendo nel contempo il diritto alla mobilità sia dei residenti che il trasporto turistico e merci.

13- Trasporto gratuito delle biciclette sui treni regionali.

14- Aree per il noleggio di biciclette tradizionali ed elettriche: accanto alla rete di trasporto pubblico, creare – soprattutto nei centri urbani delle città metropolitane e possibilmente in prossimità dei parcheggi – aree per il noleggio di biciclette tradizionali e a pedalata assistita ricari-cabili attraverso impianti alimentati da fonti rinnovabili istallati nelle pertinenze.

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Movimento 5 Stelle Sicilia – Sviluppo – Tecnologie

TECNOLOGIE

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L’innovazione digitale ha colpito anche la PA la quale ha riconosciuto i vantaggi  ad essa connessa. Dall’elaborazione dei testi, ai fogli di calcolo al web, ogni singolo compito viene svolto mediante programmi informatici. La corsa all’armamento informatico viene fatta spesso in modo sconsiderato e in balia delle grandi major e dei relativi oligopoli. Vengono di continuo acquistati –  con denaro pubblico – sistemi operativi e applicativi a scatola chiusa, spesso del tutto sovradimensionati per gli utilizzi reali. Si realizzano, in questo modo, rapporti di dipendenza verso oligopoli che, difficilmente, si potranno rompere in futuro senza perdere tutto o anche parte dei benefici ottenuti.

L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software grazie alla possibilità di conoscere il codice sor-gente . Affinché un software possa definirsi davvero “libero” è necessario che sia in grado di garantire quattro libertà fondamentali: 1) libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; 2) libertà di studiare e modificare il programma in base alle esigenze; 3) libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; 4) libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti.

Utilizzando un sistema basato su applicativi liberi si riesce ad abbattere notevolmente la spesa legata all’approvvigionamento informatico nelle Pubbliche Amministrazioni. In questo scenario non solo aumenta la competitività, ma si creano i presupposti per la nascita di attività locali nel settore software, che fino a qualche anno fa erano solo appannaggio delle grandi multinazionali del software proprietario.

Il software libero grazie alle sue licenze e alla possibilità di combinarsi può interagire con altro software libero, permettendo così di allestire agevolmente intere infrastrutture informatiche abbattendo drasticamente i costi delle Pubbliche Amministrazioni.

I grandi marchi dell’informatica tendono a sviluppare software che producono dati secondo formati chiusi difficilmente leggibili da altre applicazioni, ciò espone gli stessi all’obsolescenza informatica. La condivisione delle informazioni riveste un ruolo principale nelle moderne Pubbliche Amministrazioni, ma per parlare di ciò bisogna prima parlare di standard. Grazie agli standard gli utenti di sistemi e piattaforme possono condividere il proprio lavoro, avendo la garanzia che sarà sempre così.

Altro aspetto centrale è l’obsolescenza dell’hardware. Si dismettono computer perfettamente funzionanti solo perché l’ultimo programma di turno sfoggia una grafica da videogame, ag-giungendo funzioni tanto inutili quanto onerose in termini di calcolo. I nostri elaboratori, nel più dei casi, calcolano le stesse cose che calcolava 10 anni fa, ma le attuali interfacce grafiche dimezzano le prestazioni del nostro hardware. Anche qui il software libero può offrire un van-taggio grazie alla propensione alla scalabilità dei sistemi operativi e degli applicativi.

1- Promozione e divulgazione concetti base del software libero.

2- Costituzione di un Osservatorio Informatico per il software libero, ovvero un portale internet che sia di supporto alle Pubbliche Amministrazioni e ai privati nella scelta del loro software libero.

3- Definizione di centri di recupero e ripristino vecchio hardware per il successivo ricondizionamento. Questi centri dovranno poter servire più di una Pubblica Amministrazione.

4- Implementazione della dottrina open government e open data: la Pubblica Amministrazione deve agire con la massima trasparenza. Chiunque dovrà essere in grado di capire che fine fanno i fondi pubblici e a cosa sono destinati. Quindi si propone la creazione di un protocollo standard per rendere subito e universalmente fruibili questi dati.

5- Censimento di tutti gli applicativi e sistemi operativi proprietari utilizzati dalla Regione.

6- Creare i presupposti, nei casi in cui possibile, per il telelavoro. Per telelavoro si intende la possibilità di lavorare dalla propria abitazione, costantemente in contatto con l’ ufficio d’appartenenza. I vantaggi sono immediatamente intuibili: risparmio per la Regione, risparmio e più tempo per il lavoratore, meno inquinamento dovuto ai trasporti.

7- Eliminazione del digital divide: nei limiti e nel rispetto delle precauzioni in materia di effetti delle onde elettromagnetiche sull’uomo così come risultanti dalle ultime ricerche scientifiche, garantire il diritto di accesso alla rete per tutti i cittadini, attraverso infrastrutture localizzate in diversi punti delle città.

8- Trasparenza dell’Assemblea Regionale Siciliana in rete. Ristrutturare il sito ARS alla luce dell’esigenza di un maggiore controllo dei cittadini: 1) sull’operato dei deputati; 2) nonché sul bilancio regionale, in modo da rendere partecipi gli utenti della contabilità pubblica attraverso un sistema completo di monitoraggio dello stato dei conti.

9- Implementazione di canali informativi all’interno dei siti istituzionali, con particolare attenzione alla diffusione di tutti i bandi regionali, spesso poco visibili in rete.

[warning]Per finanziare la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle Sicilia
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