Movimento 5 Stelle Sicilia – Legalità – No mafia

NO MAFIA

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

1 – Introduzione della “storia delle mafie e antimafia in Italia” come materia scolastica nella scuola dell’obbligo e secondo competenze regionali. Organizzazione di convegni e tavole rotonde, all’interno delle scuole, con familiari delle vittime di mafia e addetti ai lavori. Possibilità , da parte degli studenti aderenti alle predette iniziative, di conseguire crediti utili al superamento dell’anno scolastico.

2- Obbligo di trasparenza per tutti gli atti pubblici che comportino  spesa di danaro alla collettività.
Valutazione ex-post della qualità dell’esecuzione dei lavori a regola d’arte ed in onore di quanto pattuito e dei materiali previsti nei capitolati. La commissione valutatrice estratta a sorte fra esperti professionisti dell’intera Unione e resa nota il giorno stesso della data del sopralluogo. Se la commissione estratta a sorte darà il benestare si liquideranno gli ultimi importi, altrimenti obbligo di ripristino come da appalto e secondo i materiali previsti ed il progetto approvato. In seguito ad ulteriore valutazione si liquideranno le somme dovute.
Certificazione antimafia prefettizia (con esclusione di qualsiasi forma di autocertificazione) per tutti gli appalti pubblici e per tutte le erogazioni di contributi.
Limiti al sub appalto negli appalti pubblici, con previsione di certificazione antimafia prefettizia anche per i sub appaltatori.
Istituzione dell’Albo regionale delle imprese appaltatrici in regola con la certificazione antimafia (cd white list).
Valutazioni qualitative sulla realizzazione degli appalti, con attribuzione di punteggi utili ai fini delle aggiudicazioni di altri appalti.

3 – Rafforzamento delle forze dell’ordine per il controllo del territorio
Controlli più stringenti nei quartieri a rischio delle città siciliane e cooperazione con le associazioni di settore per il recupero dei cittadini in difficoltà di questi quartieri. Postazioni fisse delle forze dell’ordine nei quartieri degradati e destinazione al recupero presso le associazioni specializzate o lavori socialmente utili per i minorenni e gli indigenti.

4 Adottare, quale criterio di valutazione preferenziale di tutti i dirigenti della PP.AA., l’applicazione delle direttive contro il fenomeno mafioso.
Obbligo di richiedere la certificazione antimafia prefettizia prima di procedere al conferimento ovvero al rinnovo degli incarichi dirigenziali, per tutto il personale, anche interno, degli enti regionali centrali e locali.

5 – Consulenze esterne
Limitazione drastica dell’accesso alle consulenze esterne, per le regione e per tutti gli enti regionali e/o a partecipazione regionale, con divieto assoluto di conferimento delle stesse a candidati delle  ultime elezioni, ovvero a personale che ha collaborato ad attività politiche nonché a personale in pensione.

6 – Antiracket e vittime di mafia
Revisione della legislazione in materia di antiracket e di interventi in favore delle vittime della mafia, con l’assegnazione di fondi a titolo di prestito per le vittime che si costituiscano parte civile.

7 – Chiediamo i danni a cosa nostra
Applicazione effettiva ed estensione dell’articolo dell’ultima legge finanziaria regionale che prevede la costituzione di parte civile della Regione Siciliana in tutti i processi per reati di mafia e assimilati, al fine di ottenere il risarcimento dei danni, patiti dalla collettività. Tali somme saranno impiegate per attività di difesa e promozione della cultura della legalità.

8 – Fuori la mafia dal parlamento
Approvazione di un codice etico che obblighi tutti i  parlamentari alle immediate dimissioni in  caso di esercizio dell’azione penale per delitti contro la PP.AA., contro l’amministrazione della giustizia e per delitti di mafia o assimilati.

9 – Attivita’ d’inchiesta
Rilancio concreto dell’attività della Commissione antimafia regionale, che dovrà svolgere reale attività di inchiesta politica sulla criminalità organizzata e sui fenomeni di collusioni politiche, economiche e istituzionali, con missioni almeno semestrali in ognuna dei nove territori provinciali e con relazioni almeno annuali sull’andamento del fenomeno mafioso in ogni provincia e nella complessiva realtà regionale, con pubblica denuncia di tutti i casi di collusione istituzionale politicamente (anche se non penalmente) accertati.

Share

In questo mondo di ladri

Silenzio si ruba – Marco Travaglio

In questo mondo di ladri i politici arrestati, rinviati a giudizio, condannati occupano interi notiziari. C’è materiale per una biblioteca di Alessandria del crimine. Neppure Ercole riuscirebbe a ripulire dallo sterco la moderna stalla di Augia che è diventata l’Italia. Per molto meno in altri Paesi la gente sarebbe scesa in piazza, avrebbe assediato il Parlamento. In Italia non succede. Ci si interroga su questo mistero, su questa apparente ignavia, da anni, senza trovare una risposta convincente. Tra le cause c’è la sindrome di Stoccolma per cui un intero popolo si è affezionato ai suoi carnefici, la menzogna trasformata in verità di Regime con l’occupazione di giornali e televisioni, come da piano della P2, la scomparsa dal Parlamento di ogni opposizione con due gemelli, pdl e pdmenoelle, che si sono alternati durante il Ventennio dell’Inciucio con lo stesso programma, litigando a uso delle telecamere nei talk show, e che ora hanno gettato la maschera governando insieme a Rigor Montis, l’indifferenza verso uno Stato sentito ostile ed estraneo, con mille ragioni, dai cittadini.
La risposta definitiva alla Seconda Repubblica dei Ladri, impunita e tollerata dall’opinione pubblica, è però più semplice. E’ un discorso di pane e companatico. Quanti sono gli italiani che vivono di politica? I cerchi molteplici e senza fine che partono dai partiti, per continuare nelle municipalizzate, per proseguire nei concessionari di Stato e, in cerchi più larghi, nelle cooperative rosse e bianche a cui sono commissionate piccole e grandi opere inutili indebitando Stato, Regioni, Province, Comuni, nei centomila pensionati d’oro e d’argento, negli evasori totali, negli scudati fiscali, fino all’ultimo precario assunto in cambio di un voto? I beneficiati sono legione e votano. Il Sistema sopravvive perché un numero sterminato di italiani ne trae vantaggio. Parecchi milioni, un calcolo approssimativo di forse otto milioni che però va moltiplicato per almeno tre, il minimo nucleo familiare. Ventiquattro milioni di italiani, circa metà della popolazione che non vede, non sente, non parla e vota per i partiti. Un meccanismo alimentato, finché regge, da un debito pubblico insostenibile e dalla tassazione più alta d’Europa. Una tempesta perfetta è in arrivo. “In questo mondo di ladri, c’è ancora un gruppo di amici, che non si arrendono mai“. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

Fonte: beppegrillo.it

Share

Il MoVimento 5 Stelle a Sciacca e’ uno ed uno solo

Leggiamo su controvoce.it di una presunta “scissione” all’interno dei grillini di Sciacca e sull’argomento sono doverose alcune precisazioni al solo fine di meglio informare i lettori.

1- In Italia, in Sicilia, così come a Sciacca, esiste un solo MoVimento 5 Stelle.

2- I Meetup, ai quali si fa riferimento nell’articolo, sono piattaforme virtuali e non, nelle quali i cittadini iscritti possono incontrarsi per pianificare prima, e portare avanti poi, iniziative aventi primarie finalità sociali e culturali, alcune delle quali già concretizzate dai gruppi di Sciacca, altre in cantiere.

3 – Non costituisce un’anomalia che nella stessa città coesistano più Meetup (nella sola Sicilia si veda, ad esempio, Agrigento, Palermo, Catania).

Alla luce di quanto sopra è non corretta la notizia di una scissione del MoVimento 5 Stelle di Sciacca.

La presenza di due candidati del M5S nella sola Sciacca rappresenta semplicemente un diverso modo di concepire l’attività politica, intesa quale servizio prestato alla collettività, senza fini personali né ‘calcoli a tavolino’. Si ricorda che Emma Giannì e Matteo Mangiacavallo sono stati votati e democraticamente scelti lo scorso 4 Agosto, in occasione dell’assemblea regionale composta dai delegati cittadini del M5S.

A conferma di quanto detto, tutto il M5S e i due Meetup “Sciacca a 5 Stelle” e “Grilli di Sciacca” si ritroveranno insieme sabato sera 6 Ottobre al Pub Murphy’s in occasione della festa organizzata per la visita a Sciacca del candidato alla presidenza della Regione Sicilia, Giancarlo Cancelleri, alla quale, sin d’ora, invitiamo tutta la cittadinanza.

Emma Giannì

Matteo Mangiacavallo

Candidati all’Assemblea Regionale Siciliana – M5S Sciacca

Share

MoVimento 5 Stelle Sicilia – Cultura – Beni Culturali

BENI CULTURALI

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

– Valorizzazione dei luoghi e delle zone archeologiche, di cui il nostro territorio è ricco, attualmente chiusi o inaccessibili al pubblico, stipulando un concordato tra regione/comuni (quest’ultimi cedendo in gestione gratuita un’area o una zona di interesse storico, archeologico, culturale, ambientale, etc…) ed associazioni/singoli cittadini accreditati (che riceverebbero in gestione gratuita l’area o la zona).

Il gestore dell’area otterrebbe una percentuale per ogni biglietto di ingresso venduto o potrebbe autofinanziarsi tramite l’organizzazione di sagre ed eventi. La rimanente percentuale verrebbe trattenuta dalla Regione e/o Comune, con l’impegno da parte degli stessi di pubblicizzare il più possibile le zone cedute, così da farle conoscere al pubblico ed ai turisti (cercando di garantire un afflusso minimo continuo) attraverso istituzione di sito internet in lingua inglese in rete, accordi con tour operator, etc… La riforma è a costo zero e può avere sbocchi positivi sul lavoro.

2 – Maggiore fruizione del patrimonio culturale. A tal fine si propone:
– pedonalizzazione totale e recupero architettonico, urbanistico e artistico dei centri storici più antichi, garantendo  al cittadino la possibilità di fruire pienamente dei beni culturali, materiali e immateriali tramite riapertura di ville, palazzi, case, musei, gallerie, parchi, giardini di inestimabile valore artistico/culturale. Qualora fosse necessario per la riapertura al pubblico, la Regione dovrà garantire un intervento di messa in sicurezza e restauro del bene in questione, anche con bandi di assegnazione dell’appalto, a patto ovviamente che tutto si svolga nella massima trasparenza e legalità, quindi, per fare un esempio, attraverso la pubblicazione online di tutta la documentazione relativa;
– incrementare il numero di guide turistiche preventivamente selezionate attraverso bandi di concorsi pubblici, (opportunamente segnalati e pubblicizzati) e qualora non siano già presenti fra il personale della Regione, nei quali venga richiesta una solida competenza sia in storia dell’arte che in lingue,  all’interno di musei, gallerie d’arte, giardini e chiese, che si occupino del rapporto diretto con i turisti. Ridurre, se non abolire completamente, i finanziamenti a scuole di musica private, accademie teatrali, di arti figurative e musicali private e finanziare, piuttosto, accademie e scuole pubbliche già esistenti e crearne nuove laddove il territorio sia scoperto. L’intento è quello di creare una rete viva di accademie e scuole in tutto il territorio regionale che cooperino all’interno dei molti luoghi attualmente inutilizzati e che favoriscano lo scambio artistico tra le città;
– maggiore trasparenza e chiarezza nell’assegnazione dei beni confiscati alla mafia e nella pubblicazione di bandi;
– riapertura degli spazi, chiusi da tempo, e destinarli all’arte e alla cultura, considerato  che uno dei problemi principali degli artisti e dei gruppi è il reperimento di spazi dove lavorare. In questi spazi si potrebbero promuovere laboratori di arte sociale.
– organizzazione di serate nei siti archeologici con cene storiche in costume (per guide turistiche e per turisti) con degustazione – a basso costo -di prodotti tipici dell’epoca di riferimento  (es: piatti greci antichi o punici)

Share

Inizia la Campagna elettorale del Movimento 5 stelle Menfi. Aperta la sede.

Presente il candidato saccense al consiglio regionale Matteo Mangiacavallo

Sabato 29 settembre è iniziata a Menfi ufficialmente la Campagna elettorale per le Elezioni Regionali con un Banchetto presso il Mercato, e successivamente è stata presentata la sede elettorale. Nonostante il Movimento 5 Stelle di Menfi, abbia il fulcro organizzativo in rete (www.menfi5stelle.it), di fronte all’esigenza di diffondere le proprie idee e le proprie proposte anche nei confronti di chi non ha internet, ha inaugurato la sua sede elettorale in via della vittoria a Menfi (di fianco alla Birreria Italia), sede messa a disposizione dell’Associazione Menfi Vive per un mese, e a titolo completamente gratuito.

Matteo Mangiacavallo (a sinistra) e Giancarlo Cancelleri (a destra)

Scrive il movimento nel suo comunicato stampa:

In questi giorni di campagna elettorale, il nostro nuovo locale in pieno centro storico sarà a disposizione di chiunque voglia avvicinarsi al nostro mondo politico, anche soltanto per chiedere informazioni.

Ad inaugurarla sabato 29 settembre, insieme a tutto il Meetup Menfi 5 Stelle c’è stato anche il Meetup Sciacca a 5 Stelle, arrivato a Menfi per svolgere un banchetto informativo al mercato, con la finalità di promuovere le iniziative e il programma del M5S, e per far conoscere alla nostra gente uno dei candidati al consiglio regionale per il M5S, Matteo Mangiacavallo, giovane tecnico informatico di Sciacca (nella foto insieme al candidato alla presidenza della regione per il M5S, Giancarlo Cancelleri).

“Sono rimasto ben impressionato dalla gente di Menfi” – dice Mangiacavallo – “che è una cittadina che non finisce mai di stupirmi. Anche lì come nel resto delle realtà del belicino c’è molta delusione e disillusione verso i partiti e indignazione per gli esagerati costi della politica. Noi del Movimento 5 Stelle siamo benvoluti e la nostra rivoluzione sta per iniziare!”

Prossimamente a Menfi arriveranno anche gli altri candidati della circoscrizione di Agrigento per il M5S. Emma Giannì, altra candidata di Sciacca, conosciuta per la sua candidatura a sindaco con la quale il M5S ha fatto un’ottima figura alle scorse amministrative, che hanno visto fra l’altro Matteo Mangiacavallo essere fra i candidati consiglieri più votati in assoluto.

Giovanni Di Caro, ingegnere informatico di Favara, Giuseppe Zagarrio, impiegato di Ravanusa, Emanuele Dalli Cardillo, avvocato di Porto Empedocle, e Claudia La Rocca, originaria di Bagheria che vive a Palermo e si occupa di turismo sostenibile.

Insieme a loro avremo anche il piacere di avere il candidato presidente alla regione per il M5S, Giancarlo Cancelleri, un geometra 37enne di Caltanissetta, volto storico del M5S siciliano. Nei prossimi giorni ve li faremo conoscere uno ad uno. Ognuno di loro vale uno, e se verrà eletto si farà portavoce non di se’ stesso, ma del nostro programma elettorale.

Il Movimento 5 Stelle si spende per un ricambio radicale dell’attuale classe politica, di cui fanno parte da tanto tempo almeno 4 dei 5 candidati locali di Menfi, e soprattutto vuole rivoluzionare il modo di fare politica, eliminando i privilegi e le carriere, lottando contro le solite candidature di servizio che sono utili non alla cittadinanza, ma soltanto ad un sistema malato che cerca di salvarsi a spese dei Cittadini. Votare il paesano oggi non serve più, perché non è mai riuscito e mai riuscirà a fare gli interessi dei menfitani, perché dovrà prima fare gli interessi della casta.

Fonte: belicenews.it

Share

Voto in Sicilia, un esercito d’inquisiti in lista. Dal falso in bilancio alla corruzione.

Tutti i partiti sposano la causa delle liste pulite. E nonostante questo molte formazioni gettano nella mischia elettorale personaggi con guai giudiziari. Del resto l’Assemblea regionale siciliana ha toccato il record di 24 deputati tra indagati e imputati su un totale di novanta

di Giuseppe Pipitone | 30 settembre 2012

Per mesi è stata la parola d’ordine di tutti i candidati presidenti della Regione Sicilia. Dopo aver assistito all’Assemblea regionale più inquisita della storia – che ha toccato il record di 24 deputati su 90 tra indagati, imputati o addirittura arrestati (quasi il 30 per cento: tre su dieci) – i candidati governatori hanno arringato le folle promettendo una attenta pulizia tra tutti gli aspiranti deputati regionali. Anche Gianfranco Miccichè, candidato presidente di Grande Sud, Futuro e Libertà e Partito dei Siciliani (ovvero il nuovo nome del Mpa di Raffaele Lombardo), aveva toccato l’argomento, predicando però massima cautela. “Liste pulite? Il tema va affrontato ma con prudenza”, era stato il monito dell’ex luogotenente di Silvio Berlusconi in Sicilia. E infatti il suo partito ha ricandidato Franco Mineo, imputato per intestazione fittizia di beni e indagato per abuso d’ufficio. “Forse per qualcuno sarebbe stato più facile cavalcare l’onda demagogica che ricorre in questi giorni, ma noi abbiamo preferito accordare una apertura di fiducia a Mineo: non siamo il tribunale dell’inquisizione”, ha cercato di spiegare il coordinatore di Grande Sud Giacomo Terranova, suscitando l’immediata replica di Futuro e Libertà, che appoggia Miccichè ma gli contesta le candidature per bocca di Fabio Granata: “Il codice etico va applicato, non è l’inquisizione ma una garanzia per i cittadini. Miccichè desista da questa decisione”.

Miccichè, però, non ha desistito. E anzi ha rilanciato candidando a Messina Mario Briguglio, sindaco del comune peloritano di Scaletta, coinvolto nell’inchiesta sull’alluvione che tre anni fa causò la morte di 37 persone. Accusato insieme ad altri 17 amministratori locali di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi colpose, il suo slogan è “prima la sicurezza del tuo territorio”. In sostegno di Miccichè, si ricandida con il Partito dei Siciliani anche Giuseppe Arena, condannato in primo grado a 2 anni e 9 mesi insieme all’ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini per falso in bilancio.

Aveva rischiato di rimanere fuori dalle liste di Lombardo Riccardo Minardo, arrestato nell’aprile 2011 per associazione a delinquere, truffa aggravata e malversazione ai danni dello Stato, sospeso Dallas e poi riammesso una volta tornato a piede libero. Alla fine il suo nome è stato incluso nel collegio di Ragusa. A Catania gli autonomisti ricandidano anche Fabio Mancuso, in uscita dal Pdl, arrestato per bancarotta nel dicembre scorso.

Anche i Popolari d’Italia Domani si erano espressi sulle liste pulite. “Il caso di avviso di garanzia non è un ostacolo, perché significa che stanno facendo un accertamento e non c’è alcuna ragione di esclusione, altrimenti le liste le facciamo fare alle procure”, aveva spiegato l’ex ministro dell’agricoltura Saverio Romano, assolto in primo grado per concorso esterno a Cosa Nostra e attualmente indagato per corruzione. Il suo partito però è andato oltre. E a Ragusa ha candidato Giuseppe Drago, che non ha alcun avviso di garanzia o accertamento all’attivo, ma una condanna definitiva per peculato: quand’era governatore si sarebbe appropriato dei fondi riservati alla presidenza. La Cassazione lo aveva pure interdetto dai pubblici uffici, e nel 2010 Drago si era dovuto dimettere da parlamentare nazionale. Nel giugno scorso l’interdizione è scaduta e adesso Drago è tornato in pista.

Si è ricandidato con il Pid anche Santo Catalano, che a causa di un patteggiamento a un anno e undici mesi per abuso edilizio aveva rischiato di decadere da deputato nel giugno del 2011. Dichiarato ineleggibile dal tribunale civile era stato salvato dal voto segreto dei colleghi onorevoli, che a pericolo scampato lo avevano anche festeggiato tra i corridoi di palazzo d’Orleans. Il partito dell’ex governatore Salvatore Cuffaro candida anche il deputato nazionale Pippo Gianni, ex sindaco di Priolo, arrestato nel 1994 per concussione e condannato in primo grado a tre anni. Nel 2000 fu assolto dalla Cassazione, nel frattempo però vinse 23 milioni di lire giocando al lotto i numeri “smorfiati” della sua condanna in primo grado. Risolti i guai con la giustizia, tempo fa Gianni fece parlare di sé, quando chiarì la sua posizione sulle quote rosa in politica: “Le donne non ci devono scassare la minchia” sintetizzò.

E a proposito di liste pulite, in casa del Pdl avevano invece cercato di fare le cose per bene. Prima avevano varato un codice etico tutto interno al partito del predellino, poi avevano ritirato la candidatura di Roberto Corona, deputato uscente arrestato nel dicembre scorso dalla procura di Roma e attualmente indagato per truffa. Tra i berlusconiani che sostengono la candidatura di Nello Musumeci è rimasto però Salvino Caputo, condannato in appello a un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio, e ci riprova anche l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, condannato a sei mesi per peculato. Sempre col Pdl si candida per la prima volta l’ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, condannato in primo grado per violenza privata: recentemente avrebbe anche morso il naso di un avversario politico alla fine di una seduta del consiglio comunale trapanese.

La pulizia dell’Ars è stato ovviamente uno dei primi punti del programma di Rosario Crocetta, ex sindaco antimafia di Gela ora appoggiato dal Pd e dall’Udc. Con il partito di Pierferdinando Casini corrono però Marco Forzese, indagato nell’inchiesta sulle promozioni facili al comune di Catania, e Pippo Nicotra, sindaco del comune di Aci Catena poi sciolto per mafia nei primi anni ’90. Nel listino di Crocetta doveva essere incluso anche l’ex sindaco di Alcamo e presidente dell’Anci Sicilia Giacomo Scala, imputato per abuso d’ufficio a Trapani. Alla fine però Scala è stato candidato soltanto nella lista del Pd. “Il mio caso, cioè l’abuso d’ufficio, non è previsto nel codice etico del Pd fra quelli che prevedono l’esclusione dalla liste”, ha spiegato. Qualche vertenza con la giustizia c’è anche tra gli undici aspiranti governatori. Corre per diventare presidente anche Cateno De Luca, arrestato per concussione nel giugno scorso e attualmente indagato. E mentre viene il dubbio che le famose liste pulite alla fine non siano poi così tanto linde, gli uscieri di Palazzo dei Normanni ci hanno tenuto in queste ore a diramare un comunicato stampa, con cui annunciano che fino a domenica l’Ars rimarrà chiusa. Il motivo? Una semplice disinfestazione dei locali. Come dire che, in ogni caso, Palazzo d’Orleans sarà pulito.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Share

MoVimento 5 Stelle Sicilia – Ambiente – Urbanistica

URBANISTICA

[important]Vi ricordiamo che il Programma è in continua evoluzione e costante miglioramento e mira ad essere più esaustivo grazie ai numerosi suggerimenti che ci giungono da tutti voi e che speriamo continuiate a fornirci ai nostri contatti info@sicilia5stelle.it e movimento5stellesciacca@gmail.it.[/important]

1 – Piano anti-inquinamento luminoso regionale con divieti immediati di diffusione luminosa finalizzato al risparmio energetico e alla tutela paesaggistica notturna del territorio; utilizzo di sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica e ad alta resa cromatica (divieto di illuminazione assoluto con lampade sap su tutto il territorio regionale, dismissione graduale delle lampada istallate e loro sostituzione con lampade ad alta resa cromatica).

2 – Pianificazione acustica: al fine di garantire un elevamento della qualità ambientale e al fine di tutelare la vita dei cittadini nell’ambiente extraurbano, pianificazione acustica regionale con divieto di diffusione indiscriminata di musica all’aperto che violano le normative, imposizione di limiti massimi rivisti al ribasso ed in funzione della effettiva percezione per il livelli di db emessi (regola per esempio vigente in tantissime isole greche in cui locali e discoteche non diffondono all’aperto).

3 – Recupero di edifici e strutture fatiscenti nei centri storici, sia pubblici che privati (tramite accordi con i proprietari) e adibimento degli stessi a centri di aggregazione sociale, affidandone la gestione ad associazioni, enti o gruppi di cittadini che siano in grado di fornire servizi, spazi ed eventi gratuiti al resto della cittadinanza.
Incentivazione del recupero di edifici che necessitano di consolidamenti antisismici, consolidamenti ordinari o rifacimenti architettonici restaurativi di vecchi o antichi palazzi e costruzioni.
Obbligo dell’isolamento sismico del patrimonio edilizio esistente (anche con incentivi) ed isolamento immediato per gli edifici strategici (ospedali, caserme etc).

4 – Creazione di un Piano Energetico Regionale che preveda una distribuzione energetica ottimale per la Regione e che stabilisca un tetto massimo di produzione per tipologie energetiche (es. x% Petrolio, x% fotovoltaico, etc) ed una localizzazione provinciale degli stessi tenendo conto degli impianti esistenti e del fabbisogno energetico degli stessi. Questo servirà ad evitare la costruzione di impianti superflui che stanno devastando il nostro territorio e che superano abbondantemente i fabbisogni locali.
Incentivare la costruzione di piccoli impianti privati rispetto alla costruzione di grandi impianti.
Per i grandi impianti dovranno essere stabilite delle Royalty da pagare alle comunità locali.
Le comunità locali dovranno essere informate sugli impianti che si costruiscono nei loro territori.
Sanzioni pecuniarie e obbligo di bonifica del territorio per le imprese che inquinano per non aver rispettato i limiti previsti dalla legge e per aver violato le norme di sicurezza previste, cagionando danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini.

5 – Eliminazione delle barriere architettoniche.

6 – Piste ciclabili in corsia protetta e parcheggi bici presso ogni luogo/ufficio pubblico.

7 – Progetto “Strisce verdi”: Definire aree di parcheggio a sosta ESCLUSIVA adibita alle auto a minore impatto ambientale.

8 – Interventi sulla viabilità interna dei paesi e attuazione dei progetti di circonvallazione e sensi unici.
Potenziamento arterie di collegamento con i paesi periferici. Realizzazione di nuovi assi stradali con i “villaggi” o casali cittadini, dotati di piste ciclabili e illuminazione intelligente, con funzione di:
a) collegamento per l’istituzione di idonee e alternative vie di fuga;
b) by-pass per fluidificare la mobilità periferica.

9 – Realizzazione del Progetto Archimede, che prevede lo sfruttamento delle correnti dello stretto di Messina mediante la realizzazione di mega turbine in mare.

Share